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Von der Leyen e Lagarde, Europa a pezzi

Le parole a ruota libera delle due donne chiamate a dirigere le due massime istituzioni europee hanno lasciato il segno

Erano state salutate con toni entusiastici, ma ora proprio loro potrebbero essere additate come le responsabili della fine del sogno europeo. Ursula Von der Leyen e Christine Lagarde, con le loro incaute parole stanno dimostrandosi inadeguate al compito cui erano state chiamate. E il loro essere donne, le prime a ricoprire ruoli chiave nell’Eurozona, sembra ormai non bastare più agli osservatori, di fronte a comportamenti assolutamente discutibili.

Lagarde chiama, Von der Leyen risponde

Aveva iniziato Christine Lagarde ad aprire una crepa clamorosa, quando qualche settimana fa aveva affermato che non è compito della BCE riportare lo spread sotto controllo. Una dichiarazione assolutamente incredibile, che aveva fatto crollare le Borse. Poi era arrivata la marcia indietro, dopo qualche giorno, ma intanto il danno era stato fatto. Se qualcuno pensava che la tempesta fosse finita, è poi arrivata Ursula Von der Leyen a far capire come si trattasse di un’illusione. Il suo atteggiamento di fronte alle richieste dell’Italia ha infatti testimoniato nel modo più lampante l’assenza di qualsiasi solidarietà europea. Non basta neanche una pandemia, con il suo carico distruttivo, a convincere la Germania e i suoi vassalli a recedere dalle politiche di bilancio.

L’Italia ora va per conto suo

Un atteggiamento, quello di Lagarde e Von der Leyen che ha infine spinto l’Italia a prendere atto del sostanziale fallimento dei suoi sforzi unitari. Le istituzioni tricolori hanno reagito stavolta con grande forza e fatto capire che di fronte al Covid 19 non si può ragionare con l’occhio al bilancio. E dopo Conte e Mattarella, anche Gentiloni, il rappresentante italiano nella Commissione Europea, ha alzato la voce. Non solo parole, però. Il prossimo decreto di aprile dovrebbe impegnare cifre molto più elevate di quelle sin qui stanziate. Ed è già pronto un piano da 4,3 miliardi per gli aiuti alimentari alle famiglie in difficoltà. A testimonianza del fatto che nulla è più come prima. Una cosa che però non sembra ancora chiaro alle istituzioni dell’eurozona.

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