Ormai è guerra aperta all’interno dell’UE. Il muro elevato dalla Merkel di fronte alla richiesta di Eurobond formulata da un gruppo di Paesi capeggiati da Francia, Italia e Spagna ha fatto precipitare la situazione. Con Giuseppe Conte all’attacco, tanto da dare un vero e proprio ultimatum ai contrari.

L’ultimatum di Giuseppe Conte

Nel corso della teleconferenza di ieri, Giuseppe Conte è stato molto chiaro: l’UE ha 10 giorni per battere un colpo. Trascorsi i quali, il nostro Paese farà da sé per contrastare in ogni modo il coronavirus. Intanto, però, l’Italia non ha firmato la bozza che era stata pubblicata dal Consiglio europeo, nonostante fossero già stati eliminati tutti i riferimenti al Mes presenti al suo interno.

Servono nuovi strumenti per la crisi in atto

Lo stesso Premier ha poi affermato l’esigenza di reperire nuovi strumenti per contrastare la crisi in atto. Una chiara rottura, considerato come il gruppo capeggiato dalla Merkel intenda utilizzare quelli che hanno già distrutto la Grecia. Inoltre, Conte ha assicurato che ciascun Paese sarà a questo punto chiamato a rispondere per il proprio debito pubblico, allontanando le ipotesi di una mutualizzazione generale. Un atteggiamento durissimo, che sembra preludere ad una rottura della solidarietà continentale. Ove sia mai esistita.

Il ringraziamento ai Paesi che stanno supportando l’Italia

Infine, il Presidente del Consiglio ha voluto ringraziare i firmatari del documento che chiedeva una forte risposta alla crisi, ovvero Belgio, Francia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia e Spagna.
Un atteggiamento, quello di Conte, che fa capire l’ormai avvenuta spaccatura all’interno dell’Eurozona. Ove si continua a privilegiare le ragioni del portafogli a quelle di carattere sociale e sanitario. Un atteggiamento improntato all’egoismo nazionale che è l’esatto contrario di quello spirito unitario che avrebbe dovuto essere la base dell’UE. Uno spirito che, forse, non è mai esistito, come sembra sempre più evidente con il passare dei giorni.

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