Olimpiadi verso il rinvio

Il coronavirus non lascia tregua neanche allo sport. Se la maggior parte delle discipline di contatto è stata fermata in molte parti del mondo, l’attenzione è ora incentrata sui prossimi giochi olimpici.
Le Olimpiadi che dovevano svolgersi a Tokio, in estate, sono sempre più in bilico. Ormai sembra impossibile che la kermesse possa svolgersi nelle date previste, ovvero dal 24 luglio al 9 agosto. Si pensa quindi a strade alternative.

Olimpiadi, il CIO si è dato un mese di tempo

Il Comitato Internazionale Olimpico è stato naturalmente il primo a muoversi per cercare di capire i margini operativi. Che al momento non esistono, tanto che è stato deciso di fissare una road map ponendo come termine ultimo, per la decisione, un mese. A questo punto, il rinvio sembra comunque l’unica strada praticabile per cercare di salvare l’evento.

Olimpiadi: la posizione del governo nipponico

Se il CIO punta ad un rinvio, anche il governo di Tokio sembra pronto a battere questa strada. Proprio nelle ultime ore, infatti, per la prima volta anche il premier giapponese, Shinzo Abe, ha aperto a questa ipotesi.
Al tempo stesso, il governo giapponese non considera alla stregua di opzione la totale cancellazione dell’evento. Anche alla luce degli ingenti stanziamenti già portati avanti per accogliere le Olimpiadi.

Le prime defezioni: Australia e Canada

Nel frattempo, però, sono iniziate ad arrivare le prime defezioni. Se molte federazioni nazionali avevano chiesto il rinvio (Brasile, Olanda e Norvegia, ad esempio), hanno deciso per la misura estrema Australia e Canada.
I due Paesi, infatti, hanno annunciato l’intenzione di non inviare le proprie rappresentative ove le Olimpiadi non vengano spostate di un anno. La loro intenzione potrebbe presto essere imitata da altri. In questo caso al governo nipponico e al CIO non resterebbe che prendere atto dell’inevitabilità di un rinvio all’estate del 2021.

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