Borse mondiali

Si preannuncia un inizio di settimana ancora molto complicato per le Borse mondiali. A dare il segnale sulla difficoltà del momento sono le notizie provenienti da Wall Street, ove i future hanno toccato il limite di ribasso, al -6%. Un evento che ha caratterizzato il giorno in cui gli scambi sono diventati esclusivamente elettronici. Una misura tesa naturalmente ad evitare pericolosi contatti tra i trader.

I dissensi tra repubblicani e democratici negli Stati Uniti

A pesare sull’andamento della Borsa è il dissidio tra repubblicani e democratici, negli Stati Uniti sul piano di stimoli all’economia. Mentre ha destato sensazione la dichiarazione rilasciata da James Bullard, presidente della Federal Reserve di St. Louis, secondo il quale la disoccupazione negli Stati Uniti potrebbe schizzare al 30%, dieci volte il livello attuale, ove si optasse per lo shutdown delle attività economiche. La dichiarazione è stata rilasciata a Bloomberg e ha fatto presto il giro del Paese.

Il dollaro e le divise dei Paesi emergenti

Per quanto riguarda il mercato valutario, da segnalare il rafforzamento del dollaro statunitense sulle valute dei Paesi emergenti. In particolare sono il kiwi neozelandese e il dollaro australiano a farne le spese, facendo registrare i nuovi minimi rispettivamente da 11 e 17 anni a questa parte. Va invece meglio all’euro, che si giova della spaccatura della politica a stelle e strisce, portandosi a quota 1,075 dollari. Il tutto nonostante le previsioni catastrofiche per l’Eurozona.

Eurozona: si attende il peggior risultato di sempre

Il consensus degli economisti di Bloomberg sembra non avere dubbi: il primo trimestre dell’anno vedrà l’Eurozona chiudere a – 3%. Andrà solo leggermente meglio nel secondo, con un -2,4% che sommato al primo spingerà il vecchio continente alla peggior performance di sempre. Sempre sperando che la morsa del coronavirus si allenti con l’arrivo dell’estate. Intanto, però, gran parte dell’Europa si avvia verso la chiusura totale delle attività economiche.

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